Cercare di risolvere un problema causato da anni di malagestione, mafia e tanto altro ancora e trovarsi a dover lottare contro i beneficiari dell’operazione è, se permettete, una cosa assurda. Sicuramente nel nostro Paese non c’è stata un’adeguata campagna informativa ed educativa sulle caratteristiche degli impianti di termovalorizzazione, sulle loro emissioni e sul relativo impatto sul territorio però tutto questo non è in nessun modo giustificabile. Il Governo si è impegnato fin da subito nel cercare di risolvere il problema rifiuti ma la popolazione locale non ha ancora capito che lo Stato non è un’istituzione da combattere sempre e comunque. Il Governo sta impiegando mezzi, uomini e risorse per risolvere il problema ma c’è bisogno della collaborazione di tutti per farlo nel più breve tempo possibile. Chi, per convinzione o usato strumentalmente da qualcuno, ostacola la realizzazione di queste opere si schiera non a favore ma contro gli interessi della propria terra.
RIFIUTI: COSI’ NON VA!
Pubblicato 1 Luglio, 2008 Politica nazionale 4 CommentsTags: Acerra, Chiaiano, emissioni, governo, impatto ambientale, mafia, Napoli, rifiuti, strumentalizzazione, termovalorizzatore

































Eh, quando pensi che i comunisti amano quei rincoglioniti di Stalin e Saddam Hussein (gridando poi che in Italia c’é la dittatura hahah) hai visto tutto ed anche la protesta contro l’inceneritore ci può stare.
I sinistri vivono di no, di “lotte sociali”, di ribellioni, di distinguo, di piazze ululanti senza le quali non hanno mezzi per esprimersi. Abbiamo visto che figure fanno quando sono chiamati a proporre soluzioni: non sono stati nemmeno capaci di approvare un decimo di una parvenza del decreto sicurezza, l’unica cosa che hanno fatto è stato il provvedimento sulle ricariche dei telefonini – sigh. Guarda che è accaduto qunado erano al governo, protestavano contro loro stessi, sedevano in parlamento scaldando la sedia e poi andavano dai “militanti” (brutta parola perché esprime la loro vera natura) a latrare contro il governo – che erano loro.
Una comica, caro Luca, una comica…
Ci vorrebbero delle pene certe per chi ha bruciato milioni di euro in questi venti anni portando Napoli alla situazione attuale. Forse allora ci sarebbe più collaborazione da parte della popolazione.
Mi piacerebbe sentir dire da qualcuno che non è vero che un inceneritore è sicuro, perchè è così, a norma di legge fino a che vogliamo ma non sicuro, indispensabile per alcuni (su questo possiamo discutere) ma non sicuro.
Saluti
L’inceneritore non è sicuro? E cosa c’é di sicuro al mondo? Vi sono persone che vivono nelle metropoli con gas di scarico che sforano sempre dai limiti, altre che fumano una sigaretta al giorno e questo è infinitamente più pericoloso di un impianto di smaltimento. Mettete cento persone a fumare in una stanza una sola sigaretta e poi vedete se insieme non fanno l’equivalente di una giornata smog da parte di un termovalorizzatore.
L’impianto di smaltimento inquina pochissimo rispetto a ciò che noi stessi ci facciamo con le nostre mani (e senza pensarci troppo) ma a differenza di tante altre cose, esso è un’esigenza primaria e non si può pretendere di tenere le strade pulite senza un minimo di sacrificio.
Un sacrificio che sarebbe davvero irrisorio, visto che l’impianto di Brescia rilascia nell’aria una quantità di smog pari a meno di una normale automobile diesel di media cilindrata.
E’ come per le centrali nucleari: se vogliamo l’energìa in grandi quantità per la nostra società dobbiamo assicurarci che le scorie vengano messe in bidoni di piombo e stipate in un luogo sicuro e protetto dalla vigilanza, in attesa delle centrali di quarta generazione che avranno il vantaggio di bruciare anche gli scarti, eliminando in un secondo tempo anche dette scorie dal territorio. Mediamente una centrale produce 3 metri cubi di scorie all’anno, una cifra bassissima e facilmente gestibile con un minimo di intelligenza. Personalmente mi sento più sicuro nel sapere che le centrali che producono elettricità possono radunare le scorie in bidoni sicuri, protetti e vigilati piuttosto che dissipare nell’aria nubi di polveri sottili. E, scusatemi, mi fa molta più paura il fatto che un tal Ahmadinejad possieda centrifughe per l’arricchimento dell’uranio e che dichiari che Israele scomparirà dalle mappe: però nella pubblica percezione vengono prese sottogamba e tollerate con una facilonerìa che ha dell’incredibile. Insomma, non mi fa paura una pistola in sé ma semmai mi può far paura chi la impugna.
Il problema, pertanto, si sposta. La scelta non è SE inquinare ma QUANTO si inquina, ovvero scegliere globalmente il dispositivo più efficiente a fronte dell’inquinamento minore.
I tanto decantati pannelli solari – peraltro costosissimi – per fornire energia di notte avrebbero bisogno di una batteria enorme che, esaurendosi a forza di caricarsi e scaricarsi, costerebbe per il suo recupero e smaltimento un occhio della testa non solo in termini di denaro ma anche di inquinamento.
Così come i pannelli solari, tutto ciò che dipende dalle bizze della natura non può essere usato come fonte primaria ed affidabile di energìa, proprio perché non costante e dalla bassissima efficienza. Come fa ad andare una fabbrica alimentata ad eolico se il vento cala di botto? Come fa ad andare l’idroelettrico se si verificano delle estati particolarmente calde ed i fiumi si prosciugano (ricordate alcune estati fa…)? L’idrogeno non si trova allo stato molecolare ma legato alle molecole: per liberarlo in modo da poterlo utilizzare occorre spezzare i legami, ma per far ciò dobbiamo somministrare più energia di quella che si ottiene dal prodotto ottenuto. E’ come cambiare 100 euro con 50. Dove la prendiamo questa energìa e perché avventurarci in un gioco a perdere, sempre che non siano le centrali nucleari a fornire tanta energìa da permetterci il lusso di usarla sprecandola?
In sintesi, possiamo dire di no a tutto (meno che alle droghe, alle sigarette, all’obesità che ogni anno miete vittime e via dicendo) però poi non ci si lamenti se si torna al medioevo.
E’ un pò come dal dottore: ci si preoccupa di un dolorino alla schiena però sull’autostrada si corre come pazzi.
Sono d’accordo, se un impianto è indispensabile va usato, e a parità di efficenza di soluzione va scelta quella meno impattante.
Quello di cui mi lamento è la mancanza di una corretta informazione.
Purtroppo la scienza ci inizia a dire che un inceneritore non è solo diossina (che peraltro era più che sufficiente), perchè deve essere vietato sollevare il problema? Non dimenticando la prima frase: se un impianto è indispensabile va usato fino alla soluzione migliore.
E’ solo una delle fonti di inquinamento? E allora?
Parlandone o meglio al posto di un politico far parlare un esperto non si sbaglia mai! (Del tipo, sul nucleare ascoltiamo anche Rubbia o simili…poi al solito scegliamo la soluzione migliore!)
Saluti e buona domenica